Home ›› Lo studio ›› Attività ›› Malattie uro-andrologiche ›› Carcinoma uroteliale
Carcinoma uroteliale

Torna all'elenco


Si definisce urotelio l’epitelio di transizione che viene a contatto con l’urina e riveste l’apparato urinario dai calici renali sino all’uretra.
La vescica è la sede più frequente delle neoplasie che originano dall’epitelio transizionale.
I tumori dell’epitelio transizionale possono essere presenti, inoltre nei seguenti distretti:

Le neoplasie vescicali vengono distinte in base alla profondità di infiltrazione della parete vescicale. Le pareti vescicali sono formate da da 3 differenti strati istologici (dall’interno verso l’esterno):

Una neoplasia che infiltri solo i primi 2 tessuti indicati viene definita “neoplasia vescicale non muscolo invasiva”. Una neoplasia che infiltri il tessuto muscolare viene definita “neoplasia vescicale muscolo invasiva”.

EPIDEMIOLOGIA:
L’incidenza è attualmente circa 3 volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine.
Il cancro della vescica rappresenta in termini di incidenza (nuovi casi diagnosticati ogni anno su 100.000 persone) il quarto tumore nei paesi avanzati ma rappresenta il secondo tumore (dopo quello prostatico) in termini di prevalenza (numero totale di persone affette in un determinato momento su 100.000 persone).
L’età media al momento della diagnosi è tra i 65 e 70 anni.

FATTORI DI RISCHIO

PRESENTAZIONE CLINICA
Il sintomo tipico è l’ematuria (colorazione rosea delle urine per presenza di sangue). Possono essere presenti, inoltre, sintomi urinari della sfera irritativa (difficoltà alla minzione, bruciore minzionale, urgenza minzionale).

PROCEDURE DIAGNOSTICHE

TERAPIA DELLE NEOPLASIE UROTELIALI
Le neoplasie dell’alto apparato urinario vengono solitamente trattate con interventi radicali volti all’asportazione del rene, dell’uretere e dello sbocco ureterale in vescica. In alcuni casi selezionati si può attuare un atteggiamento conservativo (in caso di piccoli tumori sviluppati all’interno del bacinetto renale o dell’uretere) mediante la fotocoagulazione endoscopica con laser ad Holmio.
Il gold standard per la diagnosi e il trattamento delle neoplasie vescicali “non muscolo invasive” è la resezione trans-uretrale (endoscopica) di neoplasia uroteliale (TURV).
Sarà possibile, sulla base del grado di infiltrazione e sulla base dell’aggressività cellulare (definiti dall’esame istologico) che il medico richieda l’esecuzione, successivamente all’intervento endoscopico, di un ciclo di instillazioni vescicali mediante farmaci chemioterapici locali, generalmente molto ben tollerati dai pazienti.
Le “neoplasie vescicali muscolo invasive” meritano, visto l’elevato rischio di provocare metastasi linfonodali, di essere trattate mediante un intervento radicale con asportazione totale della vescica e la sua sostituzione mediante una neovescica intestinale o, qualora non fosse possibile, mediante una uro-stomia addominale.



Torna all'elenco