Home ›› Lo studio ›› Attività ›› Malattie uro-andrologiche ›› Deficit erettile
Deficit erettile

Torna all'elenco


Persistente o ricorrente incapacità di ottenere o mantenere una erezione peniena adeguata per il completamento della attività sessuale.
La disfunzione erettile si classifica, a seconda dell’eziologia, in forma organica e forma psicogena. La disfunzione è psicogena quando insorge in un paziente senza fattori di rischio particolari, in cui non riusciamo a trovare una causa del problema. Nella maggior parte dei casi, però, la disfunzione è su base organica, su base vascolare.

EPIDEMIOLOGIA:
Si stima che il 35% degli uomini sposati con più di 60 anni soffra attualmente di deficit erettile.

FATTORI DI RISCHIO

PRESENTAZIONE CLINICA
La sintomatologia classica del deficit erettile è l’inabilità ad ottenere (deficit erettile di ottenimento) o mantenere (deficit erettile di mantenimento) l’erezione per il completamento dell’attività sessuale.

PROCEDURE DIAGNOSTICHE

TERAPIA
I pazienti affetti da deficit erettile di tipo vascolare e, in alcuni casi di tipo psicogeno, si possono giovare di un trattamento con i farmaci inibitori dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5 (vardenafil, sildenafil, tadalafil), che potranno essere somministrati secondo la necessità; oppure secondo cadenza giornaliera o settimanale. La condizione necessaria-sufficiente affinché questi farmaci funzioni è che i fasci nervosi responsabili dell’erezione, non abbiano subito danni da chirurgia o traumi pelvici.
I soggetti refrattari a questi farmaci o con danneggiamento a carico delle fibre nervose responsabili dell’erezione, potranno giovarsi di un trattamento con farmacoterapia intracavernosa oppure, secondo la volontà del paziente si potrà optare per una terapia chirurgica del deficit erettile mediante l’impianto di protesi peniene tri-componenti; si tratta di un impinato chirurgico, volto a simulare la fisiologica erezione peniena mediante il posizionamento di due cilindri idraulici intra cavernosi (all’interno dei corpi cavernosi penieni), collegati ad un interruttore (posizionato solitamente all’interno dello scroto) e ad un serbatoio (posizionato intra addominale). All’occorrenza, utilizzando l’interruttore, si provoca la fuoriuscita del liquido dal serbatoio verso i cilindri idraulici all’interno dei corpi cavernosi, che gonfiandosi, causano la tumescenza peniena.




Torna all'elenco